Le FAQ (frequently asked question) contengono le risposte alle domande più frequenti che gli hobbisti elettronici si
pongono. Non esistate ad inviarmi nuovi quesiti e/o nuove risposte. Sarò lieto di aggiungerle.
FAQ
Come si controlla un diodo con il solo tester?
Come si controlla un transistor con il solo tester?
Come si controlla un SCR con il solo tester?
Come si controlla un TRIAC con il solo tester?
Cosa significano le sigle Mohm, Kohm, uF, etc... ?
Perchè misurando un punto di un circuito con un tester a lancetta ottengo valori diversi da quello di un tester digitale ?
Come si fa una corretta saldatura?
Come si aspira lo stagno con l'aspiratore?
Come si controlla un diodo con il solo tester ?

R. un diodo è un componente che conduce solo in un senso. Se il tester dispone di una apposita funzione di misura basterà
commutare su quella, altrimenti sceglieremo la portata più bassa degli ohm (di solito ohm x 1). Misurando la resistenza tra i
due terminali due volte (invertendo i puntali del tester) leggeremo nel senso di conduzione una resistenza bassa, nell'altro
una resistenza infinita. Se non succede nulla provate anche la portata ohm x 10. Se il diodo conduce in entrambi i sensi è in
cortocircuito, se non conduce mai è aperto. I diodi difettosi danno misure 'strane' in entrambi i sensi.
RISPOSTE
Come si controlla un transistor con il solo tester?

R. Procedete come per il diodo tenendo conto che si tratta di due diodi con un capo in comune (che sarebbe la base) e gli
estremi in collettore ed emittore. In pratica misureremo il diodo tra BC e BE come visto prima. Misurando tra CE non dovrà
MAI esserci conduzione, ma sempre un circuito aperto. In alcuni transistor dotati di protezione tra BE è presente un diodo
che farà condurre la giunzione BE anche in polarizzazione inversa. Di solito sono transistor in TO220 o simili, di potenza.
Altri problemi potrebbero derivare dai transistor protetti su CE con un diodo in antiparallelo al senso di polarizzazione del
transistor stesso. In pratica un NPN con tale diodo condurrà tra C ed E SOLO con il negativo sul collettore ed il positivo
sull'emittore.
Cosa vogliono dire le sigle Kohm Mohm uF etcc.. ?

R. Le sigle indicano il fattore di moltiplicazione che il valore deve assumere.
K = Kilo = x1.000
M = Mega = x1.000.000
G = Giga = x1.000.000.000
m = milli = x0,001
u = micro = x0,000001
n = nano = x0,000000001
p = pico = x0,000000000001
Così ad esempio 22kohm sono 22.000 ohm, 47pF sono 0,000000000047 farad, e così via.
Come si controlla un SCR con il tester ?

R. Ponete il tester come per la misura del diodo. Collegate l'anodo al terminale positivo del tester e il catodo a quello
negativo. Il tester deve segnare resistenza infinita. Fate ora un veloce cortocircuito tra anodo e gate. Il tester deve ora
segnare resistenza bassa e rimanere in tale stato anche dopo il cortocircuito (l'SCR rimane innescato). Per alcuni SCR
particolarmente 'poco sensibili' questa prova non da i risultati sperati (mancata eccitazione o mancato innesco).
Come si controlla un TRIAC con il tester ?

R. Procedete come per l'SCR. Ripetete le stesse misure invertendo i terminali del tester. Il TRIAC conduce in entrambi i
sensi, come due SCR in antiparallelo.
Perchè misurando un punto di un circuito con un tester a lancetta ottengo valori diversi da quello di un tester digitale ?

R. Il problema è creato dalla bassa resistenza interna tipica dei misuratori analogici standard come i tester. Normalmente
questi apparecchi dispongono di una resistenza interna che vale 20.000 ohm x volt. In pratica per ottenere la resistenza
che l'apparecchio offre ai sui terminali dobbiamo moltiplicare il suo valore per il fondoscala scelto. Utilizzando per esempio
il fondoscala di 10v avremo una resistenza di ingresso di 200.000 ohm (20.000 x 10). Una simile resistenza connessa ai
capi di un circuito ad alta impedenza (per esempio misurando una tensione ai capi di una resistenza da 220 kohm) farà
'abbassare' la resistenza totale del circuito, falsando così la misura. Il problema con il tester analogico (a meno che non sia
elettronico) si risolve solo alzando il fondoscala di misura (ma in questo caso avremo misure meno precise e meno
leggibili) oppure utilizzando tester digitali che presentano in ingresso impedenze di svariati Mohm. Questi errori di misura
non si devono sottovalutare. Controllate prima di aquistare un tester qual'è la sua impedenza di ingresso e a parità di
prezzo comprate quello che ce l'ha più elevata.
Come si fa una corretta saldatura?

R. Utilizzate stagno 60/40 (60 parti di stagno e 40 di piombo). Evitate altre leghe diverse. Il diametro del file deve essere
giusto per il lavoro che state facendo. Per saldare integrati e componenti può andare bene stagno fino a 1-1,5mm, meglio
se inferiore. Appoggiate lo stagno nel punto dove volete fare la saldatura, poi avvicinate anche la punta del saldatore
cercando di scaldare contemporaneamente pista di rame, stagno e terminale del componente. Quando lo stagno si
'rilascerà ' sulla pista (1-2 sec.) aderendo per bene al terminale staccate la punta del saldatore. Non soffiate ma lasciate
raffreddare da sola la saldatura.
Come si aspira lo stagno con l'aspirastagno?

R. Appoggiate la punta del saldatore sulla saldatura da togliere, mentre avrete preparato la pompetta del succhiastagno già
premuta. State in posizione 2-3 secondi poi velocemente (senza togliere il saldatore) appoggiate la punta della pompetta
ed aspirate. Poi togliete il saldatore. Ripetete l'operazione se non è andata a buon fine. Per dissaldare da fori metallizzati
passanti mantenete la punta del saldatore più a lungo sul foro (5-6 sec.) prima di aspirare.